Ciao mamma…

16 agosto 2023: in un attimo mi trovo ricatapultata indietro nel tempo, quando quasi vent’anni fa, mi sono sentita inerme di fronte al destino e per la prima volta ti ho vista umana, tu che per me sei sempre stata invicibile, una super eroina.

Ricordo ancora quando, nel pieno dei miei vent’anni, mi dissero che perchè tu potessi sopravvivere, avevi bisogno di un cuore nuovo, di un trapianto. E chi avrebbe mai potuto pensare che anni dopo, sarebbe arrivato!

Abbiamo pregato e ci abbiamo creduto, nonostante fossimo allora preparati al peggio. E invece, ci hai stupito: sei stata un caso da manuale, ti hanno studiata e intervistata perchè dopo 5 giorni dall’intervento ti sei alzata in piedi  hai ricominciato la tua seconda vita.

In questo giorno invece, sono in ospedale a Biella e ho poche speranze: sono in attesa, con il cuore in mano, mente lotti tra la vita e la morte. Quante volte hai dovuto affrontare questa stessa battaglia, quante volte ci hai dimostrato la tua forza, uscendone vittoriosa. Ma la morte, in questa vita, è come il banco nel gioco d’azzardo ( quello che ti piaceva tanto), vince sempre.

Non avrei più rivisto i tuoi occhi così magnetici, penetranti che sapevano leggere l’anima di chi avevi davanti, senza mai sbagliare; non avrei più sentito quel “vai piano eh…” quanto ti chiamavo dall’auto per rientrare a casa. Non posso spiegare con una semplice lettera chi eri, com’eri, credo però che ogni persona qui presente, e non, possa descriverti con una semplice parola: GUERRIERA. Il tuo magnetismo poteva mettere soggezione o semplicemente INCANTARE. Avevi quel pizzico di arroganza e quel grande orgoglio che non ti faceva mai cedere perché tu, con fierezza, non abbassavi mai la testa. A volte, non era facile discutere con te, ma ti abbiamo amata anche per questo. Ringrazio il Signore perché ti ha dato la possibilità di vedere crescere Didi e di costruire un legame con lei, raccontandole della tua Amata Africa, come hai fatto con me da sempre. Sarà indimenticabile.

Ringrazio la dott.ssa Barbero delle Molinette di Torino perché senza di lei non saresti stata più con noi dal 2016. Il dott. Marchetto che ti ha rimessa a nuovo con quel cuore ripartito subito. E tutto lo staff del reparto di cardiochirurgia, il dott. Boffini in particolare.

A chi non ti conosceva riuscivi a penetrare con lo sguardo e poche parole che facevano dire: “mamma mia, sei forte!!”

Ed è così. Eri forte come una leonessa.

Te ne sei andata velocemente, improvvisamente in punta di piedi, senza darci il tempo di rendercene conto, “chi c’è, c’è, non voglio rompere a nessuno…”.

Cara mamma, è indescrivibile il vuoto che ci hai lasciato, ma mi hai dato tanto, tutta la tua vita, tutto ciò che potevi e lo custodirò sempre dentro di me. Mi manchi già immensamente.

Buon viaggio Tshiala, so che sei in buona compagnia, salutami tutti, Paolo, i nonni, zio Giulio, Jenny, Ia Angelique, zia Irene, zia Angioletta, zio Sandro, Pino…e tutti coloro che hai amato e non sono più con noi.

Veglia su di noi, in particolare su papà, il “mundele” che hai seguito contro tutti e che redarguivi come solo tu potevi fare!

Ti voglio bene,

tua Co’





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